PARCO FLUVIALE CERTIFICATO
27/10/2008
Una spettacolare forra, caratterizzata da stretti passaggi e pareti verticali. Scenari sorprendenti, un tempo poco accessibili, che ora sono alla portata di tutti grazie ad un facile percorso attrezzato.
I motivi per regalarsi una giornata, o più semplicemente qualche ora di
svago nel Parco fluviale del Novella, in Val di Non, sono numerosi.
Da
oggi c’è n’è uno in più, rappresentato dalla “Bandiera Verde”,
prestigioso riconoscimento assegnato da Legambiente. Nella motivazione
espressa dall’associazione l’area viene definita «di grande interesse
naturalistico e dal notevole potenziale di valorizzazione turistica
sostenibile, incentrata sulla naturalità e sul rispetto del
territorio».
Sempre secondo Legambiente quanto realizzato
rappresenta un «intervento di grande significato culturale per
aumentare le opportunità di fruizione del territorio e la possibilità
di sviluppo di un’imprenditoria turistica responsabile nei confronti
della tutela dell’ambiente naturale».
Parole che trovano conferma non appena si raggiunge la piazza di Dambel, da dove (muniti di apposito caschetto fornito dagli addetti
del Parco) si raggiungono i Mulini di Cloz. Quindi si accede alla valle
modellata dal torrente Novella nella scaglia rossa,
roccia
sedimentaria molto friabile dal caratteristico color mattone. Immersi
nel verde di una nutrita varietà di piante ci si potrà imbattere in un
airone cinerino, in un germano reale o in altre specie rare, e scorgere
animali come cervi, camosci, scoiattoli, ghiri e scoiattoli.
E se
non sarà l’occhio a cogliere i movimenti della fauna, sarà l’orecchio a
percepirne i suoni. Il cinguettìo degli uccelli ci accompagnerà fino al
punto panoramico: è tempo di una piccola sosta, prima di costeggiare le
coltivazione di mele al limitare del bosco ed arrivare così all’imbocco
della forra. Qui i passaggi si fanno più stretti e angusti, ma il
panorama è appagante: sospesi su una passerella metallica, saldamente
ancorata alla roccia, si potrà ammirare il grande lavoro di erosione
compiuto dall’acqua nella dura roccia dolomia.
Scenari dal grande
fascino, prima appannaggio di pochi avventurosi, sono ora patrimonio di
tutti. Un’occhiata in alto svela il Ponte di Pozzena, dove nel 1276 il
Principe Vescovo di Trento Enrico II e Mainardo II Conte del Tirolo
stipularono un compromesso di pace. Appena usciti dalla forra ecco la
centrale idroelettrica di Pozzena. A questo punto si affrontano gli
ultimi metri in passerella, e quindi si risale verso il Dos de’
Marsili, dove, prima della scalinata metallica, fa capolino una vecchia
calcara. Ancora qualche passo avvolti dai colori e dai suoni del bosco
e si arriva in località S. Biagio, dopo aver oltrepassato un ponte,
posizionato ad un’ottantina di metri dal suolo. Se la fauna in
quest’area si presenta assai variegata, lo stesso si può dire della
flora, caratterizzata dalla presenza di oltre 200 specie per effetto
dei diversi microambienti pedoclimatici che caratterizzano il Parco.
Info:
www.parcofluvialenovella.it