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Tornanti infuocati nel nome di Charly Gaul

28/07/2011

Il 31 luglio l'appuntamento imperdibile per gli scalatori è fissato per la edizione della Charly Gaul, corsa ciclistica per amatori dedicata al leggendario grimpeur.

Da Trento al Monte Bondone attraverso tre differenti percorsi, per rivivere quegli emozionanti ultimi km di salita che nel Giro d'Italia del 1956 consegnarono la montagna trentina al mito del ciclismo internazionale, proprio grazie alle gesta del corridore lussemburghese. Poi la corsa rosa tornò sui tornanti di questa montagna altre tre volte, l'ultima nel 2006, ma questa è un'altra storia.
Tre dunque i percorsi, uno lungo (144 km), uno medio (75 km) e uno corto (58 km), quest’ultimo pedalabile anche con la formula Bondone Day, ovvero salendo i tornanti del Monte Bondone con uno spirito “turistico” non competitivo, godendosi la salita ed il panorama. Significativi i dislivelli, come ci si aspetta da una gara dedicata ad uno scalatore, rispettivamente di 3.595, 1.784 e 1.641 metri.
Per chi pedala il percorso “corto”, la salita Charly Gaul si presenterà subito in tutta la sua maestosità, perché dopo i primi km sulle orme del recente Giro d’Italia nella Piana Rotaliana, il percorso riconduce dritto a Trento e alla mitica ascesa fatta di 38 tornanti abbarbicati su pendenze medie del 7,8%.
Per i mediofondisti e i granfondisti bisognerà “domare” il Monte Bondone dal versante di Garniga Terme. Anche questa salita presenta pendenze superiori all’8%. Mentre per i mediofondisti dopo questa ascesa non resta che percorrere gli ultimi chilometri verso il traguardo (posto, per tutti, in località Vason a quota 1.650 metri), per i granfondisti la tabella dello scalatore segna ancora tanta strada da fare. Dopo il passaggio per la Valle dei Laghi, dovranno infatti salire una seconda volta il Monte Bondone, salendo da Cadine verso Sopramonte e Candriai, dove, di fatto, il rush finale della corsa si innesterà sulla salita Charly Gaul.
Una gara unica, un “attestato” che non può mancare nel brevetto degli appassionati della montagna e, soprattutto, della sfida contro se stessi che ogni salita in fondo rappresenta. Una prova della propria resistenza che piace molto anche ai campioni più navigati, ed oltre agli assi del pedale (come il due volte re del Giro d’Italia Gilberto Simoni, l’otto volte campione del mondo master di mtb Silvano Janes e la ciclista professionista trentina Luisa Tamanini), hanno già confermato la propria presenza gli ori olimpici Jury Chechi (anelli), Antonio Rossi (canoa), Cristian Zorzi (sci di fondo), Alessandra Sensini (windsurf) e Stefano Baldini (maratona), atleti del team Nissan, e l’ex discesista Kristian Ghedina.

Info: www.laleggendariacharlygaul.it
 

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